jueves, octubre 06, 2005

LA EXILIADA DEL SUR

Un occhio lo lasciai a Los Lagos
per un disguido casuale;
l'altro restò a Parral
in una taverna.
Ricordo quante disgrazie
ho visto da bambino;
miserie e malvagità
mi annodano i pensieri.

Il mio braccio destro a Buin
rimase,o vai che ascoltate;
l'altroa San Vincente
a quale scopo non so.
Il petto a Curacautín
lo vedo in un boschetto,
le mani, a Maitencillo
salutano Pelequén.
La camicia a Perquilauquén
raccoglie pesciolini:

Mi si impigliò a San Rosendo
un piede svoltando per un incrocio.
L'altro nella Quiriquina
mi sprofondò in alto mare.
Il mio cuore malcontento
batté con pena a Temuco
e ha pianto a Calbuco
di freddo, per via del gelo.
Vado e dirigo il cammino
verso l'erta di Chacabuuco.

Lascio i miei nervi Graneros
il sangue a San Sebastian,
e nella città di Chillán
la calma mi scese a zero.
I miei reni a Cabrero
distruggono un sentiero
e in una strada di Itaca
mi si ruppe lo strumento.

E tiro dritto per Nacimiento
un mattino dargento

Sbarcando a Riñihue
si vide Violeta Parra
senza corde nella chitarra
senza foglie nel colihüe.
Uno stormo di uccelli
venne per farle un concerto.

(Violeta Parra)